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instagram_statsQuella che era nata come una semplice applicazione di photo-sharing si è evoluta e sviluppata in uno dei principali social network grazie alle sue funzioni innovative e ad un esponenziale coinvolgimento della community. Con più di 500 milioni di utenti attivi, Instagram è visto dalle aziende come un canale sul quale essere assolutamente presenti.

Ma come fare ad esserlo in modo efficace?

Qui di seguito vi presentiamo cinque statistiche su Instagram che vi aiuteranno a ottimizzare l’effort e a rendere questo social parte integrante della vostra strategia di marketing.

7 su 10 hashtag sono legati al business

Non solo gli hashtag aiutano gli utenti ad organizzare e categorizzare i contenuti, ma sono anche una delle forze trainanti di alcune delle migliori campagne di marketing.

Secondo uno studio di Simply Measured l’anno scorso il numero di hashtag collegati ai brand sono stati 5.596 (di media 2.5 hashtags per brand post). Inoltre, tra gli i hashtag più utilizzati, 7 su 10, sono stati relativi ad aziende. Infatti nei due primi posti di “most-used hashtags” troviamo #BMW e #MercedesBenz.

hashtag_simplymeasured

Grazie a questi dati si comprende quanto sia importante scegliere sempre un hashtag legato al proprio business, che sia semplicemente il nome dell’azienda, del prodotto o una combinazione più creativa, come uno slogan. Un bell’esempio è rappresentato da Nike con il suo internazionale #justdoit

il 50% del testo contiene emoticon

Indubbio è che Instagram sia una piattaforma visiva al 100% ma è interessante andare a comprendere come è utilizzato dagli utenti il testo descrittivo che correda ogni foto. Grazie alle tastiere di iOS e Android, è stato riscontrato che quasi il 50% delle didascalie e commenti su Instagram contiene almeno una emoticon.

Una ricerca svolta proprio da Instagram evidenzia che i finlandesi sono gli utenti più attivi, che utilizzano almeno un emoji  in almeno il 60% del testo postato su Instagram. A seguire si trovano la Francia, con il 50% e gli utenti del Regno Unito, Germania, Italia, Russia, Spagna, Giappone e Stati Uniti.

Mentre è significativo che un altro studio evidenzi che una delle emoji più utilizzate, sia proprio l’inequivocabile cuore.

emoji_instagram

Di qui l’importanza delle emojis, sia perchè possono agevolare la sentiment analysis e sia perchè possono contribuire ad implementare la strategia di marketing aziendale. Infatti, l’utilizzo delle emoticos in sostituzione al testo può risultare molto divertente e coinvolgente per i follower. Uno spiritoso esempio proviene dalla famosa catena di gelaterie Baskin-Robbins.

Il pubblico è più attivo il lunedì e il giovedì

Tra le tante ricerche che si possono trovare in retein merito al “best time to post”, quella di CoSchedule risulta la più riassuntiva e completa ed evidenzia che le giornate del lunedì e giovedì sono le più attive.

CoSchedule

Per quanto riguarda l’orario invece, consigliamo di verificare attraverso uno strumento di social media analysis quello più indicato, nazione per nazione, e considerando sempre le abitudini del proprio target di riferimento. La ricerca di CoSchedule indaga anche sull’aspetto contenutistico, confermando che i video pubblicati su Instagram generano il 36% di likes in più rispetto ad una foto e la loro fruizione è aumentata di oltre il 40% nello scorso anno.

Il filtro più utilizzato è Clarendon

Degli oltre 22 filtri proposti da Instagram, quello più amato nei vari paesi è Clarendon. A questo dato, probabilmente vanno corredate alcune riflessioni, la prima che si tratta di un filtro adatto a vari usi o forse, è particolarmente utilizzato per la pigrizia media degli utenti, infatti è in seconda posizione dopo il filtro predefinito, quello “Normale”.

Per essere più esaustivi, qui una mappa con filtri più utilizzati in tutto il mondo (dopo Clarendon):

Filtri_instagram

Se si combina la scelta di filtri e la tipologia di immagini, si riscontrano queste preferenze:

  • #Nature: Valencia
  • #Fashion: Kelvin
  • #Food: Skyline
  • #Selfie: Normal

Per ogni buona strategia di marketing è bene scegliere un solo filtro “istituzionale” da applicare a tutte le foto relative al proprio brand, in modo da rendere coerente e riconoscibile l’immagine ai propri followers. Molto utile è sfruttare le opzioni messe a disposizione da Instagram per agevolare la selezione dei filtri, entrando nella sezione dedicata “gestisci filtri”

Il 65% dei top-performing post sono dei prodotti

Un’altra importante ricerca è quella condotta da L2 nella quale si riscontra che il 65% dei contenuti più performanti sono proprio quelli relativi ai prodotti aziendali. Per pianificare una buona content strategy su Instagram, è bene ricordare alcuni punti fondamentali:

 

  1. Regola 80/20: significa che circa l’80% dei contenuti pubblicati deve principalmente informare in maniera coinvolgente il pubblico e solo il 20% dovrebbero essere dei contenuti auto-promozionali.
  2. Includere persone e volti: non è obbligatorio, ma è bene non dimenticarsi delle persone. Infatti, le foto su Instagram che presentano volti di persone ottengono 38% in più di apprezzamenti rispetto alle foto che ne sono prive.
  3. Utilizzare il carousel ads: questo strumento offre l’opportunità di raccontare al meglio una storia, sia perché può essere sviluppata con una narrazione più completa e coinvolgente, grazie ai video, sia perché il contenuto è sponsorizzato e quindi può essere targhetizzato al meglio. Un suggerimento molto creativo proviene da Frooti, un’azienda indiana produttrice di succhi di frutta
  4. Contenuti UGC: quando un consumatore vede una foto generata da un altro utente, si ha un 4,5% di probabilità in più di conversione, e se l’utente interagisce con la foto, la probabilità di conversione sale al 9,6%

Certamente queste statistiche vanno sempre comprese e contestualizzate a seconda del pubblico e della realtà aziendale o il prodotto da rappresentare, ma in questo caso sicuramente ci aiutano a fornici qualche valido suggerimento…almeno da testare e verificare 😉

 

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